EMOZIONI FOTOGRAFICHE

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Il racconto - Sofia Malgeri

Mobirise

Il punto di vista di Fabrizio


L’idea di questo racconto fotografico è nata durante un corso avanzato di Simone Sbaraglia. L’esercizio proposto riguardava lo sviluppo di un progetto fotografico dal titolo "Una giornata di Mr. X", per il quale occorreva individuare una persona (conosciuta o meno) in qualche modo ritenuta interessante, e raccontarne una sua giornata.
 
La scelta del soggetto non è stata facile. Alla fine la decisione è caduta su mio nipote Fabrizio, che allora aveva 7 anni. L’idea era quella di non fotografare Fabrizio, ma ciò che lui osservava, cercando di rappresentare il suo modo di guardare il mondo.
 
Il progetto si proponeva pertanto di descrivere la quotidianità dalla prospettiva di un bambino, obiettivo piuttosto ambizioso e difficile, ma al tempo stesso interessante e sfidante.
 
La scelta delle foto è stata fatta con l’obiettivo di evidenziare i momenti salienti della giornata di Fabrizio. In realtà, delle foto inizialmente previste, non tutte sono state realizzate ed inserite nella storia, sia a causa di alcune difficoltà organizzative incontrate, sia per valutazioni emerse nel corso dello sviluppo del progetto stesso, che mi hanno portato a preferire alcune immagini piuttosto che altre.
 
 - Con la foto iniziale ho voluto inquadrare il protagonista della storia ed evidenziare il fatto che si trattasse di un bambino.
 
 - La foto dell’edificio scolastico non era inizialmente prevista ma, vista la sua caratteristica forma, ho effettuato qualche scatto e selezionato successivamente questa immagine che, oltre a mostrare un luogo frequentato quotidianamente da Fabrizio, poteva rappresentare la visione “imponente” che lui aveva della struttura.
 
 - Nella foto dell’ingresso a scuola l’obiettivo era quello di descrivere la situazione di movimento e confusione che caratterizza il momento specifico in cui i bambini, al suono della campanella, salgono lungo la rampa di scale verso le aule. A tal fine ho deciso di utilizzare la tecnica dello zooming. Le prime foto erano state scattate da una posizione troppo elevata rispetto a quella che doveva essere la visuale di Fabrizio, così sono tornata alcune mattine dopo e ho eseguito lo scatto abbassando il punto di ripresa. In questo tipo di situazione la difficoltà principale che ho incontrato è stata quella di aggirarmi con una macchina fotografica all’interno di una scuola, in mezzo a bimbi e genitori, con la paura di suscitare il disappunto di qualche mamma o papà (io ed il papà di Fabrizio abbiamo comunque, in via preventiva, spiegato ad alcuni genitori i motivi artistici e didattici della mia presenza). 
 
 - Per il momento di studio a scuola ho scelto di scattare una foto semplice, che staccasse dalla precedente, e che si focalizzasse sugli strumenti di studio classici (libro, matita, squadra).
 
 - Per la foto dell’uscita da scuola volevo una immagine con una veduta larga sui genitori in attesa, analoga a quella che si presentava a Fabrizio quando usciva nel cortile. Non ho trovato particolari difficoltà di esecuzione, se non quella di scegliere lo scatto più idoneo fra i vari eseguiti.
 
 - La foto sul divano rappresenta il momento di relax quotidiano di fronte alla TV, al ritorno da scuola. Fra le varie immagini ho selezionato quella che, a mio parere, meglio simulava la visuale di Fabrizio. 
 
 - La foto del gioco con gli amici avrebbe dovuto essere ad altezza bambino, con un accentuato senso di movimento. L’idea iniziale di utilizzare la tecnica del panning non aveva portato a buoni risultati, ho quindi cercato di trovare nel mosso dei bambini un certo dinamismo e di scegliere l’immagine che desse meglio l’impressione di essere parte del gioco (situazione difficile da ottenere vista l’impossibilità di entrare in campo mentre i bambini giocavano!). 
 
 - Con la foto della cena a casa intendevo trasmettere un senso di intimità familiare, seppur caratterizzata dal disordine legato alla presenza in famiglia di 3 bambini (Fabrizio e i due fratelli maggiori). La ripresa doveva inquadrare ciò che Fabrizio vedeva dal suo posto a tavola: piatti, cibo, mani e braccia degli altri componenti della famiglia, viso di chi ride o racconta qualcosa. 
 
 - L’ultima immagine è quella della preparazione per andare a letto: Fabrizio trova il suo pigiama sul letto ed è in procinto di indossarlo. Non è stato facile individuare la foto che potesse chiudere il racconto; gli elementi che ho voluto valorizzare a tal fine sono stati la luce calda della lampada nel buio della stanza, il letto e la presenza sul comodino di alcuni giochi. 
 
In conclusione posso dire che si è trattato di un lavoro veramente stimolante e formativo. La realizzazione del racconto peraltro ha divertito anche Fabrizio che ha vissuto questo suo essere protagonista, seppur non inquadrato, come un piccolo momento di celebrità! 

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