EMOZIONI FOTOGRAFICHE

Emozione, Fotografia, Comunicazione

Mobirise

Il prima e il dopo - Novembre 2017

La post-produzione raccontata: ogni mese chiediamo ai nostri allievi di post-produrre una immagine assegnata
In questo spazio riportiamo la post-produzione che ci è parsa più interessante, corredata dalla spiegazione e commenti dell’autore.

Mobirise

Immagine originale

Mobirise

Primo classificato: Matteo Callisti

Di seguito la descrizione di Matteo della propria elaborazione.
Per vedere i vari livelli creati nella postproduzione e visualizzare i relativi effetti abbiamo salvato, al seguente indirizzo, il file creato da Matteo:  Postproduzione novembre 
 
Il RAW originale presenta una situazione di luce non particolarmente interessante, un primo piano scuro contro un cielo relativamente più chiaro, che restituisce un eccessivo contrasto e una netta separazione fra cielo e terra che spezza la continuità dell’immagine.
La luce piatta non genera effetti particolari, nasconde le geometrie delle nuvole e non esalta i colori tenui del cielo. Ai fini della post produzione è necessario dividere primo piano e sfondo per bilanciare l’immagine e lavorare indipendentemente su cielo e terra.
Lavoro utilizzando gli oggetti avanzati ossia livelli in PS che consentono di tornare in ogni momento a Camera RAW, e al RAW originale, e correggere gli interventi fatti a livello di RAW.
 
Inizio il lavoro concentrandomi sul primo piano, con l’obiettivo di bilanciare il file originale, riduco l’esposizione per contenere il chiarore della luce e apro leggermente le ombre in maniera da compensare la riduzione dell’esposizione. Il primo piano era già relativamente più scuro ma deve essere scurito perché combaci con il cielo che verrà pesantemente sottoesposto. Aumento inoltre la temperatura della foto e aggiungo del magenta per restituire una luce più interessante e meno piatta.
  
Passo al cielo, creo una copia del livello e torno in Camera RAW. Non amo il classico look HDR quindi cerco di evitare contrasti inverosimili in stile Photomatix. Riduco molto l’esposizione (-1.15) e le luci (-20) ma apro i bianchi (+45), per non perdere la brillantezza delle zone luminose, facendo attenzione a non bruciarli. Anche in questo caso aumento la temperatura e aggiungo il magenta per bilanciare i colori sul primo piano.
Su questo livello creo una maschera che isola il cielo e la applico, ottenendo un HDR manuale bilanciato. Emerge, finalmente, la struttura delle rocce sul primo piano e la geometria del fiume si riflette in quella del cielo.
 
Passo ai colori, eccessivamente penalizzati dalla luce piatta del cielo. Cerco di semplificare il più possibile la struttura cromatica creando una relazione tra il blu del cielo, accentuandolo nel fiume, e i colori caldi sulla terra e tra le nuvole secondo uno schema di colori complementari. Per farlo utilizzo una combinazione di livelli di riempimento a tinta unita e curve, con relative maschere, che isolano le parti su cui mi interessa intervenire. Le maschere sono opportunamente create di volta in volta, senza fare riferimento a pacchetti esterni o pannelli, in funzione delle necessità specifiche del momento. Generalmente tendo a usare maschere di luminosità che lavoro successivamente in modo da adattarle alle esigenze di immagine utilizzando una tavoletta grafica.
Particolare attenzione è dedicata al chiarore del cielo e ai punti di luce nel primo piano (rocce e terreno) che riflettono la luce calda.
Generalmente preferisco utilizzare i livelli di riempimento a tinta unita quando l’intervento è mirato o quando ho bisogno di un colore in particolare, e le curve quando voglio dare coerenza all’intera scena.
Per recuperare la brillantezza dei toni medi, utilizzo il plug in della Nik Color Efex Pro e, nello specifico, i filtri di contrasto Pro Contrast, Tonal Contrast, Detail Extractor.
 
Utilizzo in conclusione un effetto Orton che da unità all’immagine seguito da un filtro High Pass che preserva la nitidezza nelle zone di dettaglio, per la riduzione del rumore faccio riferimento al filtro Nik Dfine 2; in tutti e tre i casi gli interventi sono selettivi e mirati alle sole zone che lo richiedono.


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