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Lo spazio della tecnica
Focus Stacking

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Il Focus Stacking è una tecnica che ci permette di ottenere una immagine con una profondità di campo maggiore di quella ottenibile con le tecniche tradizionali.
In macrofotografia, dove questa tecnica è molto usata a causa delle ridotte distanze di ripresa, si hanno profondità di campo di pochi millimetri. Decisamente troppo poco per fotografare insetti, piante, ecc.
Tale tecnica si divide in due step. Il primo prevede l’esecuzione di più scatti della stessa immagine, ognuno su diversi piani di messa a fuoco. Il secondo consiste nel fondere le varie immagini, tramite appositi software, per avere una immagine finale con una Profondità di Campo (PdC) particolarmente estesa.
 
Vediamo come eseguire gli scatti.
- Decidere quale parte del soggetto deve risultare nitida e valutare quanti scatti si devono fare per coprirla interamente.
- Fissare la fotocamera sulla testa del treppiede.
- Mettere a fuoco il punto più lontano, in altre parole l’ultimo piano dove terminerà la zona nitida ed eseguire il primo scatto.
 -Modificare leggermente la messa a fuoco, arretrandola, agendo manualmente sull’obiettivo.
- Eseguire un altro scatto.
- Continuare a scattare con leggeri spostamenti del piano di fuoco fino a raggiungere quella che sarà l’inizio della parte nitida dell’immagine.
 
Un altro metodo di ripresa si avvale di una slitta micrometrica (come quelle raffigurate) che faciliterà le fasi di ripresa.
La slitta micrometrica permette, tramite una apposita ghiera, piccoli spostamenti della reflex solo e soltanto lungo un asse.
Con questo procedimento si fissa la fotocamera sulla slitta, si mette a fuoco e si esegue il primo scatto.
Per gli scatti successivi si agisce direttamente sulla slitta al fine di spostare il corpo macchina senza intervenire sull’obiettivo.


I due metodi sono molto simili, il secondo è più costoso ma è anche il più preciso e semplifica di molto il procedimento. Quando regoliamo la messa a fuoco agendo sull’elicoidale dell’obiettivo modifichiamo, leggermente, la lunghezza focale dell’obiettivo e questo comporta una piccola variazione del campo inquadrato con la possibilità di creare leggeri artefatti. Spostando la reflex/obiettivo con la slitta micrometrica il campo inquadrato rimane praticamente identico e, di conseguenza, aumenta la qualità dell'immagine finale e si riduce l'insorgere di artefatti. Un altro vantaggio dell'uso della slitta è quello di non toccare l'obiettivo tra uno scatto e il successivo evitando cosi possibili micro spostamenti della fotocamera.
 
Naturalmente la scelta tra i due metodi va valutata anche in base ad altri fattori come ad esempio la tipologia dei soggetti, il rapporto di ingrandimento, il numero di scatti necessari, le modalità di ripresa ecc.
 
Per la fusione degli scatti ottenuti si possono usare vari software come ad esempio:
- Photoshop - Software a pagamento 
- CombineZM - Software freeware 
- Helicon focus - Software a pagamento con varie tipologie di licenze. E’ disponibile anche un software per scattare da PC automatizzando la fase di scatto. Dispone di 3 tipi di algoritmi differenti per adattarsi alle varie tipologie di soggetti, in due di questi è anche possibile impostare il raggio per ridurre al minimo la creazione di artefatti. Guida in italiano: http://www.heliconsoft.com/focus/help/italian/HeliconFocus.html 
- Zerene Stacker - Software a pagamento 

 
 
Un esempio pratico.

Per la realizzazione della foto di copertina ho usato una reflex APSC (Canon 7D MkII) con un obiettivo 100mm macro e diaframma F/11. Tale configurazione, per un soggetto distante circa 30cm, mi ha garantito una PdC di circa 3mm, non abbastanza per coprire tutta la moneta che misura 3cm. Ho bisogno quindi di minimo 10 scatti. Al fine di non correre rischi decido di effettuarne 20 anche per avere la possibilità di una sovrapposizione tra una foto e la successiva.
 
Non disponendo di una slitta micrometrica posiziono la reflex sul cavalletto impostando la modalità di esposizione in manuale per essere sicuro che tutti gli scatti saranno uguali tra loro. L’inquadratura sarà più ampia del necessario perché in fase di PostProduzione avrò la necessità di eseguire un ritaglio.
Inizio mettendo a fuoco il bordo più lontano della moneta. Per far ciò mi avvalgo del “Live view” e della possibilità di ingrandire la zona visualizzata per una messa a fuoco il più accurata possibile. In questo modo elimino anche eventuali problemi di front/back focus dell’obiettivo. 
Eseguo il primo scatto usando un telecomando (oppure l’autoscatto della reflex) per ridurre al minimo eventuali vibrazioni. 
Arretro leggermente il piano di messa a fuoco agendo sull’obiettivo ed eseguo lo scatto successivo. Continuo così fino ad arrivare al bordo più vicino della moneta. 
 
Per il passo successivo di fusione dei vari scatti mi avvalgo di Photoshop.
 
Dobbiamo caricare le varie foto ognuna su un livello di Photoshop e per fare questo apriamo il software e selezioniamo File -> Script -> Carica file in serie -> Sfoglia -> Selezionare le foto da quella con la zona di messa a fuoco più distante a quella con la zona di messa a fuoco più vicina -> OK
Nel passo precedente è possibile selezionare l’opzione “Tenta di allineare automaticamente le immagini sorgenti” altrimenti, una volta caricate le foto sui vari livelli, si possono selezionare tutti i livelli e andare nel menu Livelli -> Modifica -> Allineamento automatico livelli -> Automatica -> OK (non selezionare “Correzione obiettivo”)

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Il tempo necessario a Photoshop per caricare tutte le foto naturalmente dipenderà dal numero di foto e dalla velocità del computer.
 
Il passo seguente è quello di identificare, per ogni livello/fotogramma, la parte perfettamente nitida.
Per fare questo, sempre con tutti i livelli selezionati, vado nel menu Modifica -> fusione automatica livelli -> scegliere il metodo di fusione “Crea serie di immagini” e selezionare l'opzione "Toni e colori uniformi" -> Ok 
 
Al termine dell’elaborazione Photoshop avrà generato, per ogni livello, una maschera nella quale saranno evidenziate in bianco, quindi visibili, soltanto le parti nitide del livello.

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Osservando l’immagine risultante può capitare di notare alcune zone non perfettamente nitide. Questo è dovuto ad una errata mascheratura dei livelli operata da Photoshop. Per correggere tale anomalia è necessario identificare il livello con la zona nitida e correggere la maschera con il pennello bianco.
 
Probabilmente in fase di allineamento livelli si sono create, ai bordi dell’immagine, delle aree non coperte da nessun fotogramma. E’ quindi necessario procedere ad un ritaglio dell’immagine.
Dopo aver unito tutti i livelli possiamo procedere con le abituali attività di postproduzione (colori, contrasto, nitidezza, ecc). 
 
La tecnica, con un po’ di esercizio, è meno complessa di quanto potrebbe sembrare.
 
Per facilitare la parte di ripresa ci sono varie possibilità come ad esempio slitte micrometriche motorizzate da collegare al computer che provvedono ad eseguire in completa autonomia tutti gli scatti necessari. Anche MagicLantern (un plug-in gratuito per le reflex Canon) da la possibilità di fissare, tramite l'autofocus della reflex, i punti di inizio e di fine della zona nitida e il numero di scatti che vogliamo fare. Tale software provvede, in completa automomia, ad eseguire gli scatti e a modificare il punto di messa a fuoco tra una ripresa e l'altra.
 
Naturalmente è possibile usare questa tecnica anche in altri campi oltre che per la macrofotografia. Ad esempio nei panorami, quando l'iperfocale non basta a coprire tutti i soggetti, dall'infinito al primissimo piano, si può utilizzare questa tecnica con 3/4 foto.
 
 
Giancarlo De Felici

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