- 04 apr 2024
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INTRODUZIONE
La sua faccia e’ blu con il naso appiattito, le narici sono due piccoli buchi rivolti in avanti, il manto è ramato tendente all’oro e la coda lunga e pelosa. È il rinopiteco dorato (Rhinopithecus roxellana), una specie di piccole scimmie che vive in Cina nei boschi di montagna, nelle province centro-occidentali del Gansu, Hubei, Shaanxi e del Sichuan
Nell’isolamento delle vette, a 3400 metri di altitudine in foreste di conifere e latifoglie decidue coperte di neve per metà dell’anno, il rinopiteco dorato ha trovato il suo habitat.
Le scimmie blu sono infatti uno fra i pochissimi primati al mondo che riesce a sopravvivere a temperature bassissime.
Ritenute estinte fin quando, in tempi relativamente recenti, fu individuato un nucleo di circa cinquemila esemplari.
Da quel momento sono state oggetto di interesse e studio.
L’aspetto estetico di queste scimmie è senza ombra di dubbio la loro peculiarità. Grazie alla pelliccia lunga e ramata, al naso camuso e alla particolarissima faccia bluastra, questi primati sono oggettivamente bellissimi.
Imbattersi in un gruppo familiare accoccolato in un equilibrio di forme e colori è un incanto per gli occhi e per il cuore.
IL RINOPITECO DORATO
Il rinopiteco dorato è uno dei pochi primati al mondo che riesce a sopravvivere in luoghi dove le temperature invernali sono molto basse.
I motivi per cui abbia scelto questo habitat sono sconosciuti. Ma, come per le altre scimmie che vivono in condizioni climatiche simili, anche le scimmie blu hanno sviluppato un’organizzazione sociale davvero esemplare.
Le scimmie dorate vivono all'interno di una complessa società pluri-stratificata, che è rarissimo trovare nei primati che non siano umani.
Ogni comunità, costituita da centinai di individui, è strutturata secondo un rigido criterio gerarchico: il capofamiglia sorveglia tutti gli altri, è il primo a nutrirsi o ad abbeverarsi e sceglie l'area di residenza del branco.
I gruppi familiari sono composti di circa 10-20 membri che fanno parte di un branco più esteso che può arrivare a contare fino a 600 unità.
Ogni gruppo è composto da giovani, femmine e cuccioli, sorvegliati e guidati da un singolo maschio dominante che detiene i diritti di accoppiamento ed esprime costantemente il proprio dominio sui maschi più giovani.
Sono però le femmine a determinare quali maschi possono unirsi al branco. Le famiglie sono poligame e anche i maschi si prendono cura dei piccoli.
Tutti i componenti del gruppo rispettano rigidamente la gerarchia. Talvolta alcuni maschi manifestano delle difficoltà a mantenere l’ordine gerarchico, il maschio dominante li affronta e li caccia.
Molti di questi maschi “respinti”, per sopravvivere, formano a loro volta gruppi interamente maschili.
Il maschio dominante resta vigile in ogni momento e raramente si allontana dal gruppo.
Le femmine si prendono cura dei più piccoli aiutandosi fra loro, con il supporto anche di altri maschi, tutti si alternano nella cura dei cuccioli.
Non sono rari i conflitti fra gruppi vicini. Durante questi momenti, le femmine aiutano attivamente il maschio dominante mentre i giovani rimangono al centro del gruppo sorvegliati da un giovane aiutante.
Al momento di prendere sonno, per proteggersi dal freddo, femmine e giovani si radunano e si accoccolano l’uno vicino all’altro. I maschi invece dormono separatamente.
In questi grandi gruppi sociali le scimmie hanno sviluppato un codice comunicativo fatto sostanzialmente di versi ed espressioni facciali.
Quando è agitato, il maschio dominante mostra i canini per avvertire altri maschi, mentre i giovani quando sono sotto stress, sbadigliano.
Il grooming (la pulizia vicendevole del pelo) è un’attività importante per questi primati, che non serve solo a curare l’igiene della pelliccia, ma anche a stabilire e rafforzare i legami tra i vari membri della famiglia.
Inoltre è stato osservato che queste scimmie si aiutano durante il parto, comportamento che tra i primati è esclusivo degli umani e di alcune scimmie antropomorfe. Se ne deduce che il rinopiteco dorato sia l’unica scimmia non antropomorfa ad adottare questo comportamento.
Le scimmie blu passano la maggior parte della giornata spostandosi alla ricerca del cibo, alternata a brevi momenti di riposo. Il branco occupa un territorio abbastanza vasto, di cui si prende cura; tutti i componenti conoscono molto bene l’area e sanno esattamente quale cibo è a disposizione a seconda delle stagioni. Per tutto il giorno il gruppo si muove alla ricerca di cibo dividendosi in piccoli sottogruppi composti da un solo maschio e dalle femmine con i cuccioli al seguito.
Grazie alla forza e all’agilità degli arti, le scimmie blu si muovono facilmente saltando da un ramo all’altro. Raramente scendono a terra.
La dieta delle scimmie dorate è sostanzialmente vegetariana ed è composta di frutta, fiori, foglie, viti e bacche, durante l’inverno si nutrono principalmente di corteccia d’albero, licheni, ramoscelli e insetti. Sono solite lavare la frutta prima di mangiarla.
Le abilità comunicative e la complessa organizzazione sociale sono la dimostrazione di una spiccata intelligenza di questa specie.
Come nella stragrande maggioranza dei primati il dimorfismo sessuale è molto spiccato, il maschio arriva ad essere grande due volte più della femmina. Anche la caratteristica faccia blu è molto più accentuata negli esemplari di sesso maschile.
Hanno il senso dell’udito e un olfatto particolarmente sviluppati, dei quali si servono per carpire i pericoli dell’ambiente circostante e per la ricerca di cibo.
Anche se non è scientificamente dimostrato, la particolare caratteristica del naso schiacciato, per nulla sporgente dalla faccia, che gli permette di avere meno parti esposte, sembra essere una forma di difesa contro il rischio di congelamento dovuto al freddo estremo, a cui queste scimmie si sono, nei secoli, adattate a vivere.
Il maschio raggiunge la maturità sessuale a sette anni mentre la femmina già all’età di cinque anni piò considerarsi adulta. L’accoppiamento avviene durante tutto l'anno, ma la maggior parte degli accoppiamenti avviene tra settembre e novembre.
Le femmine partoriscono principalmente tra marzo e maggio. Il periodo dell’accoppiamento cambia tuttavia a seconda delle stagioni e del clima. Il periodo di gestazione dura sette mesi. La femmina partorisce solitamente un solo cucciolo, che tiene attaccato a sé per almeno venti giorni dopo la nascita. Trascorso questo tempo, il giovane è libero di socializzare e incontrare i membri del suo gruppo. Le scimmie rafforzano i loro reciproci legami condividendo il cibo.
La vita sugli alberi ha consentito a queste scimmie di stare lontane da possibili predatori.
Il lupo, il gatto dorato asiatico, il cane rosso, la volpe, la donnola, la tigre e alcuni rapaci sono i principali predatori naturali delle scimmie blu.
Quando avvertono un pericolo, le madri conducono i giovani al centro del gruppo, nel tentativo di proteggerli, mentre i maschi adulti restano fuori per difendere il branco dall'attacco.
In tali circostanze, le scimmie possono diventare molto aggressive, usando i canini aguzzi e le braccia forti tenteranno a tutti i costi di difendere il loro branco dai predatori.
Ma il vero pericolo per questa specie è, come spesso tristemente sappiamo, l’essere umano.
Le scimmie blu sono endemiche delle montagne innevate e delle foreste di Sichuan.
Le montagne Qinling, un tempo barriera naturale che divideva il nord dal sud del paese, sono oggi perforate dalla costruzione intensiva delle ferrovie; i treni veloci che collegano le località turistiche hanno da una parte ridotto drasticamente i tempi di viaggio tra le città, ma nello stesso tempo anche l’habitat delle scimmie dorate.
In un decennio, la Cina ha costruito più di ventimila chilometri di ferrovie ad alta velocità ed è pronta, nel prossimo decennio, a costruirne il doppio.
La deforestazione e perdita dell’habitat spingono le scimmie ad isolarsi sempre più ad alte quote; i territori di diversi gruppi iniziano a sovrapporsi causando una costante lotta per la sopravvivenza.
La caccia costituisce un altro serio problema per la sopravvivenza di questa specie.
Fin dai tempi antichi l’uomo ha dato la caccia a queste scimmie, sia per la carne che per la pelliccia. Alcune parti del loro corpo sono utilizzate nella medicina tradizionale cinese. La pelle ad esempio è considerata un rimedio contro i reumatismi.
La pelliccia del rinopiteco in passato era un trofeo davvero ambito, così costoso e pregiato che solo ai più alti ufficiali era concesso di indossarla.
Attualmente in natura si contano circa 10.000 esemplari di rinopiteco dorato.
L’isolamento estremo gli ha finora garantito protezione, ma oggi questa specie è fortemente minacciata: classificata nella redlist dalla IUCN (l’organizzazione internazionale per la conservazione della natura) come endangered - in pericolo di estinzione.
La popolazione attuale vive esclusivamente in aree protette. La specie è protetta e il commercio e la caccia sono vietati. I programmi di ricerca e di conservazione tengono sotto stretto controllo l’andamento della popolazione attuale. Ma nonostante questi provvedimenti, purtroppo, il numero degli esemplari tende a diminuire costantemente. Gli scienziati sono seriamente preoccupati per la sopravvivenza di questa specie.
Il rinopiteco dorato è una specie costantemente monitorata e studiata ma, nonostante ciò molte cose restano ancora sconosciute sulla sua evoluzione e sulla straordinaria capacità che ha sviluppato di resistere alla vita in condizioni climatiche così avverse.
Si ipotizza che l’adattamento di questi primati sia iniziato in tempi antichissimi, quando ancora la Terra non aveva la forma che conosciamo ora. E certamente anche l’aspetto dei queste scimmie era differente. Ma con il passare del tempo l’adattamento si è completato e la specie ha sviluppato le caratteristiche che conosciamo e che le permettono di svolgere la propria vita in condizioni di freddo estremo.
Davanti al mistero l’uomo cerca spesso motivazioni al di fuori della natura e, come in moltissimi altri casi, anche queste scimmie sono legate alla leggenda.
In particolare quella del Re Scimmia, molto cara ai cinesi e ripresa in tutte le culture orientali.
Fonte d’ispirazione per moltissime storie orientali, tra cui diversi manga Giapponesi; la leggenda è raccontata nel classico della letteratura cinese: “Viaggio in Occidente”. Il guerriero scimmione viene descritto con le stesse caratteristiche della nostra graziosa scimmietta: capelli dorati, naso piccolo, faccia di giada e grande agilità, e racconta la storia di Sun Wukong, nato dalla roccia; impavido e coraggioso conduce il popolo delle scimmie nella Caverna del Sipario d’Acqua, della Montagna, dei Fiori e dei Frutti e ne diventa il re. Intraprende poi un lungo viaggio alla ricerca del modo per essere sempre felice. Durante il viaggio, il guerriero incontra un monaco che diventerà il suo maestro. Attraverso le pratiche taoiste, il re scimmione riesce a sviluppare poteri soprannaturali che lo aiutano in battaglia e lo rendono immortale. Infine giungerà all’illuminazione.
Per la scienza è un mistero la sopravvivenza nei secoli di queste scimmie e la leggenda narra di un re scimmione immortale.
La realtà però è ben diversa e ci manda un segnale preciso: questi bellissimi esseri viventi rischiano di scomparire dal Pianeta se noi umani non faremo presto qualcosa di concreto per fare in modo che questo non accada.
Testo di Francesca Bongarzoni
Foto di Simone Sbaraglia
2018