• 28 mar 2024

Storie dal Pianeta Terra - Il Pantanal

  • Emozioni Fotografiche

Al centro dell’America del sud nella regione del Mato Grosso, esattamente fra la Bolivia, il Paraguay, ed il Brasile centro-occidientale si estende, per 230 mila chilometri quadrati, la più grande zona umida del mondo: il Pantanal. Il Pantanal è uno dei più grandi ecosistemi presenti sulla Terra, tanto che nel 2000 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e Riserva di Biosfera.

La parola Pantanal deriva letteralmente dalla parola “pantano” che, anche in portoghese, ben spiega le caratteristiche di questo luogo.

Chi potrebbe mai pensare che un “pantano” possa essere un ecosistema dal quale trae beneficio il mondo intero?

Il Pantanal è un’enorme depressione alluvionale che si estende lungo il Rio Paraguay. Nel mese di dicembre, iniziano le inondazioni; durante questa stagione il Paraguay, il Cuiaba, il Piriqui e il San Lorenzo, gonfi dell’acqua piovana che da ottobre cade nel Mato Grosso, esondano e le loro acque allagano il Pantanal.

Le inondazioni sono di proporzioni enormi, l’acqua sale da due a cinque metri, per poi ritirarsi durante il periodo della secca.

Questo ricambio d’acqua, continuo e ciclico, offre moltissimi benefici dal punto di vista ambientale. L’acqua che passa dai canali sotterranei viene filtrata e ripulita e poi restituita alla natura rinnovata e purificata.

Lo stesso Rio Paraguay, grazie alle inondazioni, si ripulisce costantemente, tanto che gli effetti dell’inquinamento ambientale accumulati dalle sue acque prima di giungere qui, svaniscono completamente.

Inoltre il Pantanal è una una vera e propria riserva di pesca con grandi quantità di diverse specie di pesci, a disposizione degli abitanti della zona.

I Pantaneiros, vivono storicamente in simbiosi con la natura selvaggia, utilizzando le acque come sistema di trasporto e navigazione e sfruttando le risorse che l’acqua offre loro. Inoltre l’acqua che giunge a valle, ripulita dagli effetti dell’inquinamento e purificata, viene usata dalle popolazioni locali per gli usi domestici e l’agricoltura.

Nonostante tutto questo valore attribuito alle zone paludose, storicamente nel mondo queste sono sempre state viste come zone da “bonificare” trasformandole in terreni coltivabili e distruggendo tutto ciò che in esse vive.

Le attività incontrollate dell’uomo, l’esigenza di ampliare le terre, l’inquinamento ambientale, potrebbero portare a forti modificazione del Pantanal e alla conseguente perdita della sua biodiversità con disastri economici e ambientali incalcolabili. Azzardando un paragone con le Everglades, ci si augura che anche qui non avvenga la stessa irresponsabile distruzione.

Ma il Pantanal fortunatamente è ancora, soprattutto, un vastissimo santuario di natura selvaggia, è considerato l’ecosistema con il maggior numero di specie di flora e di faura del mondo, un paradiso ecologico in cui vivono centinaia di specie di uccelli, migliaia di farfalle diverse, rettili e mammiferi e poi fiori dai colori sfavillanti e branchi di pesci che nuotano nel fiume, tra cui anche il leggendario piranha!

Umidità, caldo, fango, insetti, attraversando la palude a bordo di una canoa si entra in simbiosi con questo luogo e si capisce subito perchè il Pantanal sia così importante per il nostro pianeta.

Qui si ha l’opportnità di scoprire specie animali che non esistono in nessun’altra parte del mondo e il giaguaro è il vero re della foresta.

Durante il periodo delle piogge le terre del Pantanal rimangono inondate per mesi ricevendo nutrimento dalle acque.

In questa stagione, gli animali si radunano sulle isole e sulle strisce di terra emerse; i giaguari migrano verso nord, dove il livello delle acque è più basso e dove trovano branchi di capibara rifugiati al sicuro dalle inondazioni, ma non dall’appetito del giaguaro!

Gli uccelli sono sparsi in tutte le aree allagate, i caimani cacciano ovunque e si radunano nelle zone secche per riscaldarsi al sole.

Ad aprile e maggio le acque iniziano ad abbassarsi e comincia lo svuotamento che poi a settembre si trasforma in secca. In questo periodo la natura è all’apice del suo splendore ed offre la possibiltà di fare incontri molto interessanti.

Dove prima era tutto ricoperto d’acqua si formano dei piccoli laghi in cui rimangono intrappolati moltissimi pesci e piccoli crostacei, un vero e proprio banchetto per uccelli, caimani, anaconde, lontre giganti, capibara, tapiri...ma soprattutto per i giaguari, i quali in questa stagione tornano al sud, dove il livello dell'acqua dei fiumi è un po' più alto e offre molte più opportunità di trovare animali da cacciare.

Durante la secca vera e propria, l'acqua nei laghetti si riduce ulteriormente ma continua a pullulare di vita.

I caimani passano molto tempo sott'acqua tendendo agguati agli ultimi pesci rimasti, agli uccelli e ai capibara.

Questo è decisamente il momento migliore per incontrare il grande felino e non è raro assistere all’attacco del giaguaro verso il caimano, che in molti casi si trasforma in un vero e proprio combattimento dove per il caimano non c’è, quasi mai, scampo.

Navigando lentamente e con occhio attento si possono ammirare colori meravigliosi. Il tramonto e l’alba riflettono la luce del sole nell’acqua paludosa e tutto assume sfumature inconsuete.

Il Pantanal è un posto dove, nonostante il caldo e l’umidità, si gode di un’immensità di elementi estetici che regalano la pace della mente, è un vero paradiso da scoprire lentamente, sperimentando la bellezza che è in grado di offrire, immersi nella natura selvaggia di questo mondo fantastico.

ALLA RICERCA DEL GIAGUARO

“Quando fotografo amo essere vicino all’animale, per poterlo guardare negli occhi e catturare tutte le espressioni possibili. Essere a tu per tu con il giaguaro è un’esperienza unica ed emozionante”.

Lo stile fotografico di Simone Sbaraglia è inconfondibile, guardando le sue foto si percepisce subito che non rispecchiano fedelmete la realtà, infatti quello che Simone cerca di rappresentare sono gli attimi di bellezza offerti dalla natura e il giaguaro è senza alcun dubbio un animale che, da questo punto di vista, riesce ad offrire tantissimo.

Simone ha seguito la tigre americana (altro nome del giaguaro) per due settimane , attraversando il Pantanal a bordo di una canoa nel periodo della secca.

Il Giaguaro è il re della foresta pluviale. Vive nascosto nella fitta vegetazione, si fa vivo soprattutto di notte, è un ottimo nuotatore, in lotta costante con i caimani; gli indigeni lo chiamano con ammirazione “Jag-war”, che tradotto suona come: “Colui che caccia volando”.

Il giaguaro caccia praticamente tutto ciò che gli capita a tiro: sul suo menù figurano oltre 85 specie animali diverse. A seconda della disponibilità di prede, un solo giaguaro richiede un territorio di caccia ampio: da 30 a 500 chilometri quadrati.

Il giaguaro sta all’erta tutto il giorno, bisogna stare attenti. Essendo un felino è per natura diffidente, avvicinandosi troppo si rischia di scatenare un’azione di difesa e allora potrebbe saltare sulla canoa e rovesciarla con una zampata. E fare il bagno nel fiume, popolato di piranha e di caimani, non è proprio consigliabile.

“Ma la mia sensazione avvicinandomi a lui è stata fantastica, sapevo di rischiare, tuttavia sentivo che potevo spingermi oltre.

Occhi negli occhi, ho percepito il suo sguardo profondo e penetrante ed ho capito perfettamente fin dove potevo spingermi, ho scattato le mie foto da una distanza veramente breve, per poter cogliere le svariate espressioni di questo maestoso felino”.

Il giaguaro non ha alcun nemico naturale. A parte l’uomo, ovviamente, che oltre a incalzarlo senza tregua con la caccia diretta mette a repentaglio l’esistenza di questo predatore soprattutto attraverso la distruzione del suo habitat.

Più diventano rare le aree forestali nel Sudamerica tropicale, tanto più a rischio è la sopravvivenza di questo carismatico felino.


Testo di Francesca Bongarzoni e Simone Sbaraglia

Fotografie di Simone Sbaraglia

2013


GIAGUARO

Il giaguaro viene comunemente chiamato tigre dagli abitanti del Panatal, nome che genera confusione con la tigre indiana, ma non si tratta di una traduzione così sbagliata. Infatti, anche se il manto del giaguaro somiglia più al leopardo, per forma, dimesioni e ruolo ecologico è molto più simile alla tigre asiatica, tanto da esserne considerato l'equivalente americano.

Vivendo nel folto della foresta pluviale, il giaguaro non è particolarmente versato come velocista poichè non ha bisogno di spostarsi lungo grandi distanze, rivelandosi invece molto più disinvolto e abile negli spostamenti sugli alberi, nella boscaglia e perfino in acqua; difatti il giaguaro, contrariamente a molti felini è un buon nuotatore, non è raro vederlo saltare dalla sponda del fiume per avventarsi su un capibara, tuffatosi in acqua alla ricerca di una vana salvezza.


CAPIBARA

Il Capibara è il roditore più grande del mondo, arriva a pesare anche 70 kg.

È un animale molto astuto, viene cacciato costantemente dal giaguaro. Ma i capibara sono dotati di udito e olfatto finissimi e difficilmente si lasciano sorprendere dai loro nemici: al minimo accenno di pericolo saltano in acqua, si allontanano dalla sponda e spesso finiscono per andare a nascondersi in mezzo alla vegetazione fluttuante, dove è più difficile essere catturati.


LONTRA

Ci sono molte specie di lontre in giro per il mondo, ma la lontra del Pantanal è la lontra gigante. Non c’è da stupirsi vista l’abbondanza di pesce presente nella zona e la lontra ne mangia dai tre ai quattro chilogrammi al giorno. Le lontre cacciano prevalentemente in gruppo e, grazie alla loro conformazione, riescono a nuotare molto velocemente. Sono molto aggressive, hanno artigli e zanne taglienti eppure hanno rischiato l’estinzione a causa della loro meravigliosa pelliccia, molto ambita dagli esseri umani.


CAIMANO

Lungo fino a 2,5 mt il caimano passa le sue giornate con il muso a pelo d’acqua, attende il momento opportuno per scagliarsi contro la preda, non è raro che riesca ad ighiottire un capibara intero!

Di notte invece è facile incontrarlo a passeggio sulle sponde del fiume in cerca di cibo.

Il caimano è uno dei più temibili predatori del Pantanal, ma a sua volta deve stare in gurdia dal giaguaro, che spesso si avventa su di lui senza lasciargli scampo.


ARA GIACINTO

Il più grande pappagallo del mondo ha il colore di un fiore. Lungo un metro e con un’apertura alare di un metro e mezzo, l’ara giacinto si presenta maestoso e imponente sui cieli del Pantanal, che sorvola in stormi formati da pochi esemplari.

Con il suo becco è in grado di spaccare le noci di cocco e con lo stesso la femmina protegge le uova nel nido, possibili prede di opossum e tucani.

L’ara giacinto è un uccello molto socializzante, la sera si riunisce in gruppi sui rami degli alberi dove si scambia le informazioni della giornata passata in volo.

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