- 05 apr 2024
Sguardi Sul Mondo - Azzorre
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Azzorre, paradiso a ovest
L’ultimo tramonto europeo si tuffa nel mare delle isole Azzorre. Per più di cinquecento anni, tutti i navigatori sono passati per queste isole, dagli avventurieri in cerca di fortuna ai balenieri, dai grandi piroscafi pieni di emigranti ai viaggiatori in solitaria. Oggi, nonostante il massiccio intervento dell’uomo, le Azzorre sono in grado di offrici uno scenario bellissimo.
Forse per la lontananza dall’Europa, forse per scarsa conoscenza, forse per la scarsa balneabilità delle coste, l’arcipelago delle Azzorre non ha mai attratto molti turisti. E proprio la mancanza del turismo di massa è probabilmente la fortuna di questi luoghi, fortuna che li ha preservati così dai mutamenti che questo fenomeno inevitabilmente attua ovunque si generi.
Le isole furono avvistate per la prima volta nel 1427 da Enrico il Navigatore, principe del Portogallo.
Intravedere le Azzorre all’orizzonte era ed è ancora oggi una speranza in caso di difficoltà, non solo per i navigatori del mare. Non è raro infatti che vi atterrino anche aerei in difficoltà.
Possiamo solo immaginare cosa possa significare per un navigatore che per giorni ha visto solo il blu dell’Oceano intravedere all’orizzonte i colori della terra di queste bellissime isole.
Le Azzorre si trovano millequattrocento chilometri al largo del Portogallo, in mezzo all’Oceano Atlantico e fanno parte della Macaronesia.
L’arcipelago, composto da nove isole vulcaniche che si estendono per più di 600 km nel cuore dell'Oceano Atlantico settentrionale, esattamente a metà fra le coste del Portogallo e quelle di Terranova in Canada, da secoli rappresenta un avamposto europeo sulla rotta verso il nuovo continente. La terra più vicina è l'isola di Madera, Corvo, l'isola più a nord dell'arcipelago, si trova alla stessa latitudine del nord della Calabria mentre Santa Maria, la più meridionale, si trova sullo stesso parallelo di Siracusa.
Storia
Oggi le Azzorre costituiscono una regione autonoma del Portogallo, ma l’autonomia fu raggiunta soltanto nel 1975, per diversi secoli la storia di queste terre di passaggio fu molto travagliata.
All’epoca del primo avvistamento ad opera di Enrico il Navigatore le Azzorre erano terre selvagge e prive della presenza umana. Nel corso dei secoli i portoghesi le colonizzarono adattando l’ambiente selvaggio alle esigenze umane: case, allevamenti, coltivazioni. Oggi lo scenario è completamente diverso da quello che videro i primi esploratori.
La colonizzazione comportò la distruzione del patrimonio boschivo per far posto coltivazioni e pascoli. All’epoca le isole erano disseminate di cedri, presenti nei punti più alti delle isole, che furono abbattuti per la costruzione di galeoni, oggi purtroppo questi possenti alberi sono considerati estinti sulle isole.
Le Azzorre hanno rappresentato anche uno scalo intermedio per le spedizioni esplorative nel Nuovo Mondo: nel 1493 Cristoforo Colombo approdò sull'isola di Santa Maria, di ritorno dal suo primo viaggio in America.
I Fiamminghi furono una delle prime popolazioni a colonizzare le Azzorre e, per circa cento anni, conservarono la loro lingua e le loro tradizioni prima di fondersi completamente con la comunità portoghese. Del loro passato sull’arcipelago rimangono pochissime tracce.
Fra il 1600 e il 1700, le Azzorre subirono ripetute incursioni di pirati di varia nazionalità. Scongiurato il pericolo delle incursioni corsare grazie alla scoperta del vapore, fu la volta delle baleniere americane. Per molto tempo la caccia alle balene rappresentò un’importante risorsa per gli abitanti delle isole, fin quando all’inizio degli anni ’80 fu bandita perché andava contro le norme dell'Unione Europea.
Il viaggio, l’isola di Saõ Miguel
Nonostante il massiccio intervento dell’uomo le Azzorre oggi sono in grado di offrici uno scenario bellissimo con il colore scuro della lava, il verde intenso dei pascoli, e delle piantagioni di tè, il viola delle famosissime ortensie e i numerosi borghi pittoreschi che fanno di queste isole una meta davvero interessante. Il nostro viaggio si svolge sull’isola principale, Saõ Miguel, detta l’isola Verde.
Spiagge di sassi e sabbia scura contrastano con il blu profondo e limpido del mare che, come nei migliori cliché, si fonde con il blu del cielo. Non mancano i venti forti e le onde alte e potenti che si scagliano contro le scogliere ripide irrompendo in enormi esplosioni di schiuma e rumore.
Sull’isola di São Miguel si incontra una vegetazione rigogliosa, la flora tropicale si mescola a quella europea in un vero e proprio trionfo della natura. La sua origine vulcanica e la presenza di una forte attività geotermica si respira in tutta l’isola.
Avventurandosi nell’interno, la natura diventa lussureggiante, di tipo subtropicale. Laghi vulcanici e foreste di conifere caratterizzano le parti più scoscese e selvagge, fino ad arrivare nelle zone collinari dove il paesaggio è fortemente addomesticato dalla mano dell'uomo.
Il tutto si fonde in passaggi dolci e l’armonia è decisamente una delle caratteristiche di questi luoghi dove la mano dell’uomo è intervenuta molto poco.
E’ qui che i ruscelli di acqua fredda incontrano le acque bollenti delle caldeiras, le sorgenti termali, pozze naturali di acqua termale immerse nella foresta.
Caldeira Velha si trova nella foresta tropicale, è un’area termale dove l’acqua arriva direttamente dal Vulcano do Fogo attraverso una falda acquifera che lo attraversa e che viene riscaldata dal vapore del vulcano stesso. E non lontano da Caldeira Velha si trova infatti Lagoa do Fogo, il lago formatosi proprio nel cratere del vulcano che riscalda la caldera. Il lago è contornato da una lunga e splendente spiaggia di pomice bianca, che offre uno spettacolo bellissimo di colori che vanno dall’azzurro allo smeraldo e che catturano l’occhio dell’osservatore.
Caldeiras di Furnas è il luogo dove l’energia geotermica è la padrona di casa, le fonti di acqua bollente dal sottosuolo formano soffioni caldi che salgono dalle grotte sotterranee a temperature altissime creando delle alte colonne di fumo bianco sbuffante.
Nel paese di Furnas l’energia geotermica è sfruttata in tutti i modi, anche per cucinare il piatto tipico della località, il cozido. In una grossa pentola di alluminio vengono posti diversi tipi di carne e di verdure. La pentola, avvolta di stracci, viene sotterrata per sette ore al termine delle quali il tutto è perfettamente cucinato.
Degno di nota sull’Isola si São Miguel è il Miradouro da Vista do Rei, luogo panoramico di incantevole bellezza. Arrivando qui in un giorno di sole, evento molto raro in questa parte dell’isola, si può cadere nell’inganno di essere giunti in uno dei posti più riposanti del mondo. Così forse proprio in un giorno di sole alla fine degli anni ’70, a qualcuno venne l’dea di costruire qui un sontuoso hotel 5 stelle con delle viste mozzafiato e ogni lusso a disposizione degli ospiti. Inaugurato nell’aprile del 1989, il Monte Palace Hotel rappresentava il fiore all’occhiello dell’accoglienza turistica nelle Azzorre, ma dopo soli 19 mesi l’hotel chiuse i battenti, a causa dello scarso afflusso di villeggianti, scoraggiati dal luogo remoto e dal clima piovoso. Dal 2011 l’edificio è in stato di totale abbandono e i lussuosi arredi sono probabilmente finiti a casa di qualche scaltro avventore. Oggi l’hotel è una meta turistica ambita, anche se entrare nel rudere può rivelarsi molto pericoloso, oltre ad essere illegale.
Il Monte Palace non è l’unico fallimento in termini di investimento sul turismo, la crisi economica degli ultimi decenni si è abbattuta in modo pesante sull'economia azzorriana e molti dei progetti volti allo sviluppo del turismo sono falliti. Altri alberghi hanno chiuso o si sono trovati costretti ad aprire soltanto in alta stagione e anche diversi ristoranti hanno cessato la loro attività.
Il verde brillante delle piantagioni di tè è un’altra delle sorprendenti caratteristiche dell’isola di São Miguel, le Azzorre sono infatti l’unico posto in Europa in cui si coltiva il tè (chà in portoghese).
A São Miguel si trovano due diverse piantagioni e fabbriche di tè: Cha Porto Formoso e Cha Gorreana.
La vita sulle isole
Alle Azzorre vivono circa 240.000 persone, abitano per lo più lungo le coste, in piccoli villaggi fatti di case basse e colorate.
I colori sono la caratteristica che accomuna tutti i paesini, attraversando l’isola principale, percorrendo le stradine strette e tortuose, non si può fare a meno di essere rapiti dalla bellezza delle piante e dei fiori che ne contornano i bordi.
Gli abitanti delle Azzorre dedicano una cura estrema al decoro urbano e naturalistico, ovunque ci si rechi tutto è curato nel minimo dettaglio, dalle piante agli arredi pubblici.
Una delle attività principali delle isole è l’allevamento di bovini, seguito dalle coltivazioni: tè, tabacco e vite. Sull’isola di Pico il Terra Lava è un vino aromatico ottenuto da viti coltivate all’interno delle fessure fra le colate di lava sulle pendici del monte Pico (che con 2351m slm è la montagna più alta del Portogallo).
Per proteggere le vigne dai forti venti oceanici, anticamente fu realizzata una fitta rete di muretti a secco. Nel 2004 i muretti di Pico ottennero il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Ma le Azzorre ospitano anche un altro sito Patrimonio dell'Umanità, il centro storico di Angra do Heroìsmo, a Terceira, ricostruito dopo il terremoto che nel 1980 ne distrusse la quasi totalità degli edifici.
La scelta di preservare lo stile architettonico dei palazzi e dei monumenti è un raro esempio di virtù ricostruttiva che rende oggi questa città un vero gioiello di architettura.
Il clima
Le Azzorre godono del clima Mediterraneo influenzato però dall’Oceano Atlantico, freddo e ventoso, ma anche dalla corrente del Golfo che contribuisce a mitigare la temperatura del mare.
Questi elementi tutti insieme contribuiscono a creare una condizione atmosferica davvero particolare con temperature sempre abbastanza tiepide ma disturbate spesso dai forti venti.
Le temperature medie variano infatti tra i 14°C di temperatura minima in inverno e 22°C di massima in piena estate, con escursioni medie giornaliere inferiori a 6°C.
La temperatura media del mare è di circa 16°C in inverno, per arrivare ai 21°C estivi anche se, in questa stagione non è raro che si registrino temperature fino a 25°C.
Piove spesso anche se moderatamente, soprattutto in inverno, il periodo più piovoso è quello compreso tra settembre e dicembre. Tra agosto e settembre non sono rari gli uragani di origine tropicale o subtropicale che si abbattono sull’arcipelago da metà agosto in poi.
Se non sono gli uragani a visitare le Azzorre ci pensano i cicloni che assumono spesso la forma di tifoni.
I forti venti oceanici soffiano impetuosi in ogni stagione.
Terra di passaggio
Navigare per giorni avendo intorno solo il mare e intravedere un faro è l’emozione più grande che ogni navigante possa provare. E di fari sulle isole Azzorre ce ne sono infatti molti, luce di vita per chi, sulla rotta di ritorno dal grande viaggio in America, sospinto dai venti che da ovest soffiano forti proprio verso queste isole, intravede quel bagliore che è simbolo di approdo, di riparo e di riconciliazione.
Da Cristoforo Colombo a Charles Darwin, dai corsari ai trafficanti di droga, dai velisti ai balenieri prima o poi, per tanto o per poco tutti i viaggiatori del mare si sono fermati nei porti delle Azzorre, hanno dormito e cenato nelle locande, hanno percorso i viottoli dei paesini colorati, hanno bevuto una tazza di tè caldo e rassicurante. Per poi ripartire sulle onde dell’Oceano in compagnia degli Alisei.
Testo di Francesca Bongarzoni
Foto di Simone Sbaraglia
2018